Napoli - Si è inginocchiato là dove il 13 gennaio del 1527 il popolo di Napoli fece il suo voto: la cappella dedicata a san Gennaro, sorta in cambio della protezione dalla peste e dalle continue eruzioni del Vesuvio. Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha pregato il santo patrono di Napoli e della Campania perché «interceda per noi e ottenga con tutti i santi medici, la liberazione da questa epidemia per cantare e ringraziare con cuore nuovo la misericordia di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo».
La preghiera di intercessione, formulata per l’occasione, verrà proposta sui social più utilizzati (instragram, facebook), sul sito della diocesi e stampata in 50mila copie che i parroci faranno trovare nelle chiese. Davanti all’immaginetta: il busto del patrono a cui Napoli chiede di essere liberata dal virus, come accadde già nel 1526, quando la città era stremata da una lunga serie di flagelli. La guerra tra gli Angioini e gli Spagnoli, le eruzioni e i terremoti del Vesuvio, la tremenda peste che aveva provocato la morte di decine di migliaia di persone indussero i napoletani a pregare il vescovo martire. E il voto dei cittadini al santo “liberatore” fece nascere l’attuale cappella dove sono custodite le ampolle di San Gennaro che, come è accaduto anche nel 2008, quando Napoli era schiacciata dalla tremenda emergenza dei rifiuti, furono traslate e esposte da Sepe in via straordinaria perché la città era sprofondata «in una delle notti più buie della sua storia».
Oggi, più di allora, la diocesi vive un momento di grande difficoltà ma anche «una grande opportunità di crescita interiore nella fede», spiega l’arcivescovo. Perciò raccomanda alla comunità: «la lettura della Parola di Dio ogni giorno, il digiuno quaresimale da ciò che abbiamo di più prezioso, per prepararci con uno spirito nuovo alla celebrazione della santa Pasqua». La preoccupazione del pastore è di «non lasciare solo nessuno, soprattutto gli anziani, i malati, i poveri» che Sepe raccomanda nella sua preghiera «invitando tutti a gesti di solidarietà e di vicinanza». A san Gennaro la richiesta di liberazione e la protezione.
articolo di Rosanna Borzillo su Avvenire 13/3/2020
