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martedì 23 febbraio 2016

ROMA: LE SETTE CHIESE DELL' "ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA" DI PIERLUIGI ISOLA




Mercoledì 24 febbraio, alle 17, presso il Salone Sistino della Biblioteca Apostolica Vaticana, sarà presentata una stampa celebrativa e artistica del Giubileo straordinario della Misericordia, realizzata in occasione dell’Anno Santo. Alla presentazione intervengono i cardinali Pietro Parolin e Giuseppe Bertello, insieme a mons. Jean Louis Bruguès e mons. Cesare Pasini.
Il disegno dell’opera è stato affidato al maestro Pierluigi Isola, ed è stato tradotto graficamente dal maestro incisore Patrizio Di Sciullo. Nella parte alta della stampa è raffigurata una veduta prospettica delle “sette chiese” romane meta della devozione giubilare. Nella parte bassa, sono invece rappresentate allegoricamente le opere di misericordia, raccordate con diversi elementi architettonici.

Fonte: ZENITH

venerdì 22 gennaio 2016

LA SCUOLA DI SPOLETO, IMMAGINI DIPINTE E SCOLPITE NEL TRECENTO IN UMBRIA E VALNERINA di Alessandro Delpriori


“La Scuola di Spoleto”
Immagini dipinte e scolpite nel trecento tra Valle Umbra e Valnerina, di Alessandro Delpriori

La pubblicazione, oltre i contenuti di Alessandro Delpriori, comprende un saggio iniziale di Andrea De Marchi, gli apparati, la bibliografia e le referenze fotografiche.

Formato cm. 30 x 24 cartonato – pagine 292 – cartine e piante 6 – foto a colori 295 – foto in b/n 72 – prezzo di copertina in libreria 75,00 euro.



Il fiume Nera nasce nelle Marche, nel Comune di Castelsantangelo, attraversa Visso, accarezza Preci e la splendida Val Castoriana, il territorio di Norcia, Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco, supera Terni e conclude la sua corsa nel Tevere nei pressi di Orte. Un viaggio che attraversa una delle regioni più belle d’Italia, ricche di emergenze naturalistiche e artistiche. Un territorio non esageratamente antropizzato che conserva ancora leggibili i segni del suo passato.

Spoleto è la capitale storica di tutta la zona, sua è la Diocesi, suo il dialetto, suo, se vogliamo, il linguaggio artistico che dalla fine del XII secolo fino a tutto il Cinquecento fa della Valnerina un laboratorio artistico atipico, a volte anche straordinario per qualità e importanza.

A partire dalla fine del XIII secolo gli artisti di Spoleto e della Valnerina adottano un linguaggio singolare, di lavori tutti in superficie, vibranti di passaggi cromatici forti: così è la Croce di Alberto Sotio ora al Duomo di Spoleto, così è la Croce di Petrus di Campi. Uno stile che informa tutti gli artisti del Duecento, da Simeone e Machilone, al Maestro di San Felice di Giano fino a Rinaldetto di Ranuccio e che crea una vera e propria scuola del Ducato di Spoleto.

Col passaggio del secolo, la situazione non cambia. I maestri spoletini del Trecento, purtroppo tutti ancora anonimi, si nutrono delle novità assisiati ma le declinano secondo un gusto particolare, creando così una sacca culturale autonoma e pressoché sconosciuta che comprende una grande parte dell’Italia centrale. Giovanni Previtali, studiando la scultura lignea, aveva creato l’Umbria alla sinistra del Tevere, un territorio sovra–regionale che va da Spoleto all’Aquila e che arriva fino a Rieti, Teramo e Ascoli Piceno. Qui si costruisce un Trecento totalmente alternativo ai grandi centri di produzione italiana, come Firenze, Siena, Venezia o Rimini. Ad esempio le pale d’altare non sono mai i polittici scompartiti gotici, così diffusi tra la Toscana e il Veneto, ma sono i tabernacoli monumentali, oggetti che hanno una scultura in legno centrale racchiusa da ante apribili dipinte con storie. Notevole è anche l’autonomia iconografica di questi pittori, si trovano scene narrative inedite anche in contesti minori e defilati, come le storie della Vergine dell’abside della collegiata di Visso, dove è presente il banchetto nuziale della Madonna e San Giuseppe, oppure la famosa Processione dei Bianchi di Cola di Pietro a Vallo di Nera.

In tutta la zona manca una vera e propria scultura in pietra, probabilmente tutto si faceva in legno e così nascono delle piccole meraviglie come il gisant di San Ponziano proveniente dall’omonima Basilica spoletina che faceva parte di un allestimento dello spazio sacro che era un vero e proprio teatro sacro, su modello della Basilica di Assisi.

Il Maestro di Cesi, il Maestro della Croce di Trevi, il Maestro di Fossa, sono protagonisti di una stagione straordinaria, capace di piccoli capolavori come il Dittico Cini o il dossale di San Francesco a Montefalco, ora nella collezione personale del Papa. Una ricerca sul patrimonio di pittura e scultura tardo medievale ancora oggi sconosciuto, un capitolo di storia dell’arte importante e sottostimata, tante le opere ancora inedite che sono sul territorio: centinaia di metri quadri di affreschi, decine di sculture lignee e soprattutto nuovi contesti da riconsiderare e studiare a fondo.

La chiesa di Santa Maria di Vallo di Nera, quella di San Lorenzo a Borgo Cerreto per non pensare a Sant’Agostino a Norcia o San Francesco a Cascia, in zone di palinsesti di affreschi, sono dei veri e propri laboratori di studio sul campo.

Negli ultimi vent’anni la Soprintendenza ai Beni Storico Artistici dell’Umbria ha provveduto al restauro di una grandissima quantità di opere, documentando tutto con rilievi e campagne fotografiche.

Si tratta di una importante operazione di studio e di recupero dell’enorme mole di materiale che è emerso e continua ad emergere, auspicabile non solo per la documentazione dell’esistente, ma anche, e soprattutto, per la valorizzazione di un tessuto culturale importante, per la ricostruzione di un contesto storico artistico sconosciuto alla maggior parte degli studiosi e degli appassionati, che però ha dei caratteri specifici, particolari e molto spesso importanti non solo nel panorama locale.

L’esauriente ricerca iconografica del volume, è stata effettuata sia in Italia (Bordighera, Firenze, Milano, Ravenna, Roma, Venezia, Città del Vaticano) che all’estero (Berlino, Bryan Athyn, Esztergom, Kiev, Londra, Parigi, Worchester), presso quei Musei che detengono ad oggi significative testimonianze di opere provenienti appunto dal territorio umbro preso in esame nello studio (oltre naturalmente a realizzare una campagna fotografica effettuata proprio a Spoleto, in tutta la Valnerina e nelle altre località interessate: Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Borgo Cerreto, Orsano, Preci, Campi di Norcia, Forsivo, Lenano, Eggi, Campello, Trevi, Castel Ritaldi, Montefalco).

  • Nella foto: "Maestro di Cesi", Madonna con il Bambino e Santi, tavola, 1308, Chiesa di Santa Maria Assunta, Cesi, Archidiocesi di Spoleto-Norcia, copertina del libro di Alessandro Del Priori “La Scuola di Spoleto immagini dipinte e scolpite nel Trecento tra Valle Umbra e Valnerina” edizione Quatroemme, 2015.
Fonte : Foligno Oggi

mercoledì 11 febbraio 2015

ALBERTO BURRI: PERFEZIONE DELLA SEMPLICITA'. Una nota, per ricordare i 100 anni dalla nascita di Alberto Burri



PERFEZIONE
DELLA SEMPLICITA’

Una sublimazione artistica della consistenza materica della juta si ebbe nel secondo dopoguerra (provocando un grande scandalo tra i cultori dell’arte figurativa e nei tradizionalisti) con l’opera dell’artista umbro Alberto Burri, esponente di spicco dell’informale e i suoi “sacchi”. La materia, piegata alle imprescindibili leggi della chimica e della fisica – per Alberto Burri -  è già opera d'arte.

Burri gioca con occhio fresco e quasi infantile con i materiali naturali – ha recensito recentemente il critico d'arte Philippe Daverio sul  Sole24orei sacchi, il legno, il ferro, le bruciature, e combina con i colori più atavici, il rosso, il nero, il bianco. Questi colori non appariranno mai nella semplicità della pittura astratta di molti suoi colleghi, e avranno sempre la fortuna di apparire come materie – vissute, gonfie talvolta, screpolate talaltra.  (…)   E’ un itinerario nell’estetica pura, una sorta di perfezione della semplicità che è per un certo senso una delle radici del comportamento italico. Non per nulla dalle parti sue, l’Umbria, otto secoli prima era nato san Francesco”.  (ms)




giovedì 13 maggio 2010

Sono entrato in un quadro ...




... finalmente approdato alla mostra di
EDWARD HOPPER



VISITA CON BILOCAZIONE ALLA
FONDAZIONE ROMA MUSEO :


New York - esterno bar



Roma - interno bar

Marco: "Ma in questo bar non servono cornetto e cappuccino ?"


Foto scattata all'interno di una perfetta ricostruzione del bar in grandezza naturale
e con i simulacri dei personaggi rappresentati nel quadro.