PERFEZIONE
DELLA SEMPLICITA’
Una sublimazione artistica della consistenza materica della juta si ebbe nel secondo dopoguerra (provocando
un grande scandalo tra i cultori dell’arte figurativa e nei tradizionalisti) con l’opera dell’artista umbro Alberto Burri, esponente di spicco
dell’informale e i suoi “sacchi”. La materia, piegata alle
imprescindibili leggi della chimica e della fisica – per Alberto Burri - è già opera d'arte.
“Burri gioca con occhio fresco e quasi infantile con i materiali
naturali – ha recensito recentemente il critico d'arte Philippe Daverio sul Sole24ore
– i sacchi, il legno, il ferro, le bruciature, e combina con i colori più
atavici, il rosso, il nero, il bianco. Questi colori non appariranno mai nella
semplicità della pittura astratta di molti suoi colleghi, e avranno sempre la
fortuna di apparire come materie – vissute, gonfie talvolta, screpolate
talaltra. (…) E’ un itinerario nell’estetica pura, una
sorta di perfezione della semplicità
che è per un certo senso una delle radici del comportamento italico. Non per
nulla dalle parti sue, l’Umbria, otto secoli prima era nato san Francesco”. (ms)

