Al termine della festa di Sant'Antonio, che ogni anno si tiene presso l'ononima basilica dei Frati Minori di via Merulana, quando la processione termina il nugolo dei fedeli si accalca d'un colpo ai piedi della statua per garantirsi di portare a casa uno dei gigli che l'adornano.
Il momento dell' "accaparramento" dei gigli, avviene - e non prima! - solo dopo la benedizione con le reliquie del Santo, impartita dal loggiato della Basilica.
Il momento dell' "accaparramento" dei gigli, avviene - e non prima! - solo dopo la benedizione con le reliquie del Santo, impartita dal loggiato della Basilica.
la statua adobbata di gigli percorre via Tasso
Uno degli elementi della festa che hanno più conservato il sapore di "festa popolare", ovvero, l'accaparramento del giglio di Sant'Antonio, che avviene al termine della processione che nel pomeriggio attraversa le vie dell'Esquilino. Lo si racconta con una breve sequenza di foto.
Il giglio rappresenta la sua purezza
e la lotta contro il demonio, fin dall'infanzia.
e la lotta contro il demonio, fin dall'infanzia.
E' solo dopo la benedizione con le reliquie del Santo taumaurgo
che si scioglie infine la processione.
Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt ...
aegri surgunt sani.
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt ...
aegri surgunt sani.
Se miracoli tu brami, // fugge error, calamità,
lebbra, morte, spirti infami // e qualunque infermità.
lebbra, morte, spirti infami // e qualunque infermità.
Cede il mare e le catene // trova ognun ciò che smarrì
han conforto nelle pene // vecchi e giovani ogni dì.
han conforto nelle pene // vecchi e giovani ogni dì.
I perigli avrai lontani, // la miseria sparirà;
ben lo sanno i Padovani, // preghi ognun e proverà!
ben lo sanno i Padovani, // preghi ognun e proverà!
Cede il mare e le catene…
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Cede il mare e le catene…
Antifona
O stirpe d’Ispania // paura d’infedeli
nuovo splendor d’Italia // unico tesoro
di tutta Padova.
nuovo splendor d’Italia // unico tesoro
di tutta Padova.
Di Cristo e del suo favor // portaci l’aiuto
che il breve tempo datoci // le nostre pene a piangere
non voli via perduto. Amen.
che il breve tempo datoci // le nostre pene a piangere
non voli via perduto. Amen.
Questa preghiera di lode - o responsorio - in onore di Sant'Antonio fu composta da fra Giuliano da Spira. Il responsorio fa parte dell'Officium rhythmicum s. Antonii, che risale al 1233, due anni dopo la morte del Santo. E' cantato nella Basilica di Sant'Antonio a Padova e, ogni martedì, in molte chiese nel mondo intero. (Marco Stocchi)






