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lunedì 21 dicembre 2015

VETUSTA E PRODIGIOSA IMMAGINE DI S. LUCIA rinvenuta quasi integra tra le macerie della Parrocchia S. Lucia a Mare in Napoli

La chiesa di Santa Lucia a mare custodisce le reliquie dei suoi occhi.  Sull'altare maggiore è collocata una statua lignea dei primi anni del XVIII secolo, raffigurante Santa Lucia, attribuita a Nicola Fumo.
Da secoli dedicato aIla gloriosa Vergine e Martire S. Lucia, il santuario, oggi basilica pontificia minore, è testimone perenne dell'effícace intercessione di questa inclita Vergine presso il trono di Dio a vantaggio dei fedelí che chiedono la guarigione dei mali degli occhi ed implorano supplichevoli di essere preservati dall'orribile sciagura della cecítà. Esso, quasi totalmente distrutto nell'incursione aerea del 4 agosto 1943, è risorto più vasto e più bello per la pietà e Ia riconoscenza dei fedeli verso si potente Taumaturga.






O gloriosa Vergine e Martire Santa Lucia, che significate col nome medesimo lo splendore della luce e siete invocata nelle infermità degli occhi come speciale Protettrice, deh, con speciale vostra potente intcrcessione, otteneteci da Dio la grazia di tencr sempre accesa la luce della Fede e la fiamma della Carità, ed impetrateci altresì la conservazione del prezioso dono della vista, affinchè, facendone sempre buon uso, evitiamo ogni pericolo di peccato, ed aspirando alle bellezze celesti, possiamo conseguire insieme con voi iI possesso della eterna luce del Paradiso.


Tre Gloria Patri.


Indulgenza di 300 giorni concessa dal Cardinale
Arcivescovo di Napoli ALFONSO CASTALDO.



Il Parroco
Mons. Don Antonio Bruno

Stampato nella tipografia R. Picone - Napoli






Il Santuario Santa Lucia a Mare, è così chiamato perché un tempo, prima dell’espansione del Borgo, sorgeva sulla riva della spiaggia.

La tradizione vuole che sia stata fondata da una nipote dell’imperatore Costantino ma della chiesa originaria non si hanno notizie prima del IX secolo. I primi ad occuparla furono i monaci basiliani, che avevano un convento dov’è oggi Castel dell’Ovo. In seguito la chiesa passò alle suore di Santa Patrizia.

Nel 1588 sul posto dell’antica costruzione, fu eretta una nuova chiesa. L’attuale edificio religioso si trova alle falde del monte Echia nel quale si aprono un gran numero di grotte che furono usate nell’antichità per riti religiosi.

Vi sgorgavano, all’interno di esse, delle sorgenti di acqua minerale, che veniva poi trasportata per la vendita in tutta la città nelle “mummere “ (anfore di argilla) dagli “acquaioli” , figure tipiche di venditori ambulanti di acqua dell’800.