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mercoledì 13 gennaio 2016

LA CAPPELLA DEL BEATO GREGORIO EREMITA DEL MONTELUCO NELLA CATTEDRALE DI SPOLETO E NEL MUSEO DEL DUCATO DI SPOLETO




Memorie artistiche del beato Gregorio
eremita del Monteluco
nella città di Spoleto

Il Beato Gregorio  nacque in San Brizio, borgo che sorge tra Spoleto e Montefalco. Si dice sia stato un penitente francescano, probabilmente terziario francescano, di certo era un eremita del Monteluco di Spoleto, dove morì nel 1473.
Ne abbiamo pubblicato un profilo biografico:

culto

Il culto rivolto al beato Gregorio, è strettamente legato alle vicende del Santo Chiodo, che sancirono la fama sanctitatis dell'eremita del Monte Luco.
tant'è che a pochi anni dalla morte, le sue spoglie mortali hanno trovato onorato riposo in una cappella del Duomo di Spoleto, a lui dedicata.

Interno della Cattedrale di S. Maria Assunta (Duomo)
Foto in alto: suggestivo scorcio del Duomo
Scrive il Bandini: "Prima che quest'altare fosse rinnovato con ricchi marmi verso la fine del sec. XVIII, la salma del beato Gregorio era ivi raccolta e venerata in un bel sarcofago di pietra tiburtina disposta sotto la mensa dell'altare. E forse sopra questa si elevava, in una ricca cornice, una tela del Labruzzi (vedi di seguito) che per alcuni caratteri realistici, venne reputato un ritratto assai realistico di quest'anacoreta.
E pare si afferma che dalla sua pietà fosse donata al nostro Duomo pure la campana maggiore (1). Secondo tutti gli agiografi locali il beato Gregorio sarebbe vissuto nel sec. XV e morto nel 1473.
Peraltro fortunate e diligenti indagini del Fausti hanno accertato che fin dal 1348 la salma di questo eremita trovasi raccolta e venerata nella nostra Cattedrale. E e quindi la biografia - o, per lo meno la cronologia - deve subire radicali modificazioni".

C'è, dunque, una discrepanza tra la documentazione di un sarcofago ligneo, documentato nel Duomo nel 1348, e quello marmoreo del Beato Gregorio risalente al periodo dell' ampio programma di decorazione in 1486-8. Gli storici locali e lo stesso cartiglio sotto la  pala d'altare Madonna con il Bambino e san Clemente I e il Beato Gregorio, che si trovava nella cappella (vedi di seguito), sarebbero in errore.
Il cartiglio recita così: "A beati Gregori Spoletani sub hoc altari sita sunt ossa qui cum in eremo montis Luci ad extrema usque senectutem sanctissimae vixisset angelorum colloquio et miraculis clarus obit anno 1473". 


Sarcofago del Beato Gregorio, proveniente dalla cattedrale di S. Maria Assunta di Spoleto
ora collocato nella sala 4 del Museo Storico del Ducato di Spoleto

Opera scultorea dell’ultimo quarto del XV secolo in marmo bianco, cm. 50x211x68

Spoleto, Cattedrale
di S. Maria Assunta
Il rilievo sul fronte del sarcofago (foto in alto) raffigura il Beato Gregorio in preghiera all'esterno suo eremo con un angelo che gli appare tenendo una pergamena. In esso, "si vede la foggia dell'abito adottato da questi eremiti, che è una specie di sacco di lana e non più il "melote" degli antichi anacoreti" (2).
La lunga iscrizione dice che il servo di Dio ha vissuto una vita celibataria da eremita sul Monteluco, che fu pellegrino e che faceva miracoli, dopo la sua morte.

SERVUS · DEI · / GREGORIUS · SPOL/ETANUS · IN MONTI/SLUCI · HEREMO · CE/LIBEM · VITAM · PERA/GENS · DIERUM · AC · SA/NCTIMONIAE · PLEN/US · MIGRAVIT · AD D/OMINUM · SIGNIS ATQUE · / MIRACULIS · CORUS/CANS · ASSIDUIS
Dalla catterale al museo

Nella visita della Cattedrale del vescovo Giacinto Lascaris (1712), il sarcofago è ancora descritto al suo posto: «La terza cappella s’intitola del Beato Gregorio. Il di lei altare è formato da una cassa di marmo lavorata con varie figure e fogliami, entro la quale riposa il corpo del beato Gregorio (…) Sopra et in faccia all’altare vi è un quadro in tavola, quale rappresenta le immagini della Beata Vergine col Bambino in braccio, di s. Clemente e del beato Gregorio» (5)".

Il sarcofago è stato osservato nel 1873 nei pressi della Cappella di Sant'Anna e ciò fa pensare che questo potrebbe essere il sito originale della cappella. In seguito, finito in un deposito scomparve, ma fu provvidenzialmente ritrovato a Roma, prima di perdersi per sempre in qualche collezione privata, forse all'estero, durante un'operazione delle forze dell'ordine. Dal 1910 ed è nella Sala 5 del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.


La cappella della Cattedrale (6)

La cappella fu demolita nel rimodellamento del Duomo del 1785-1792, ma due elementi della sua decorazione sono ancora presenti all'interno del Duomo:



  • Una pala d'altare della Madonna con il Bambino e san Clemente I e il Beato Gregorio, che ora è sulla parete destra del transetto sinistro del Duomo.
- La cappella ha acquisito una dedicazione aggiuntiva a San Clemente nel 1522: ciò suggerisce che la pala è stata dipinta in questo periodo, anche se le considerazioni stilistiche suggeriscono una data precedente.
- La pala d'altare è in una cornice ornata che porta le braccia del vescovo Paolo Sanvitale. Il telaio risale probabilmente al 1597, quando il vescovo Sanvitale riconosciuto l'autenticità delle reliquie.
- L'iscrizione dice che il beato Gregorio morì in compagnia degli angeli in estrema vecchiaia nel 1473 in un eremo sul Monteluco.


  • Una pala d'altare (circa 1792) del "Beato Gregorio e angeli" di Pietro Labruzzi, che è nel quarto altare a destra del Duomo, che raffigura il Beato Gregorio come un pellegrino a cui uno degli angeli offre la reliquia del Santo Chiodo.
Il Labruzzi ha messo in rilievo che il beato eremita è vissuto lunghi anni in solitudine colloquiando con gli angeli, e fa riferimento al sogno del beato Gregorio in maniera allusiva, mostrando un angelo che gli porge il Santo Chiodo. Anche in questa tela, il beato Gregorio è nostrato vestito di sacco, proprio dei penitenti invece che del tradizionale melote degli antichi anacoreti.

Questo altare probabilmente indica la posizione della cappella che originariamente ospitava le reliquie del Beato Gregorio.

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(1) Carlo Bandini, Monte Luco, con prefazione di Ugo Ojetti e 14 illustrazioni di M.T. Bendini, p , Claudio Argentieri Editore, Spoleto, 1921.
(2) Così il Fontana in Descrizione della Chiesa metropolitana di Spoleto, riferendolo al Lancilli: Vite dei vescovi di Spoleto, Mss. (in Carlo Bandini, op.cit.)
(3) Traduzione,con alune integrazioni, dal sito internet Key of Umbria.