Memorie artistiche del beato Gregorio
eremita del Monteluco
nella città di Spoleto
eremita del Monteluco
nella città di Spoleto
Il Beato Gregorio nacque in San Brizio, borgo che sorge tra Spoleto e Montefalco. Si dice sia stato un penitente francescano, probabilmente terziario francescano, di certo era un eremita del Monteluco di Spoleto, dove morì nel 1473.
Ne abbiamo pubblicato un profilo biografico:
culto
Il culto rivolto al beato Gregorio, è strettamente legato alle vicende del Santo Chiodo, che sancirono la fama sanctitatis dell'eremita del Monte Luco.
tant'è che a pochi anni dalla morte, le sue spoglie mortali hanno trovato onorato riposo in una cappella del Duomo di Spoleto, a lui dedicata.
Scrive il Bandini: "Prima che quest'altare
fosse rinnovato con ricchi marmi verso la fine del sec. XVIII, la salma
del beato Gregorio era ivi raccolta e venerata in un bel sarcofago di
pietra tiburtina disposta sotto la mensa dell'altare. E forse sopra
questa si elevava, in una ricca cornice, una tela del Labruzzi (vedi di
seguito) che per alcuni caratteri realistici, venne reputato un ritratto
assai realistico di quest'anacoreta.
E pare si afferma che dalla sua pietà fosse donata al nostro Duomo pure la campana maggiore (1). Secondo tutti gli agiografi locali il beato Gregorio sarebbe vissuto nel sec. XV e morto nel 1473.
Peraltro fortunate e diligenti indagini del Fausti hanno accertato che fin dal 1348 la salma di questo eremita trovasi raccolta e venerata nella nostra Cattedrale. E e quindi la biografia - o, per lo meno la cronologia - deve subire radicali modificazioni".
C'è, dunque, una discrepanza tra la documentazione di un sarcofago ligneo, documentato nel Duomo nel 1348, e quello marmoreo del Beato Gregorio risalente al periodo dell' ampio programma di decorazione in 1486-8. Gli storici locali e lo stesso cartiglio sotto la pala d'altare Madonna con il Bambino e san Clemente I e il Beato Gregorio, che si trovava nella cappella (vedi di seguito), sarebbero in errore.
Il cartiglio recita così: "A beati Gregori Spoletani sub hoc altari sita sunt ossa qui cum in eremo montis Luci ad extrema usque senectutem sanctissimae vixisset angelorum colloquio et miraculis clarus obit anno 1473".
Il culto rivolto al beato Gregorio, è strettamente legato alle vicende del Santo Chiodo, che sancirono la fama sanctitatis dell'eremita del Monte Luco.
tant'è che a pochi anni dalla morte, le sue spoglie mortali hanno trovato onorato riposo in una cappella del Duomo di Spoleto, a lui dedicata.
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| Interno della Cattedrale di S. Maria Assunta (Duomo) Foto in alto: suggestivo scorcio del Duomo |
E pare si afferma che dalla sua pietà fosse donata al nostro Duomo pure la campana maggiore (1). Secondo tutti gli agiografi locali il beato Gregorio sarebbe vissuto nel sec. XV e morto nel 1473.
Peraltro fortunate e diligenti indagini del Fausti hanno accertato che fin dal 1348 la salma di questo eremita trovasi raccolta e venerata nella nostra Cattedrale. E e quindi la biografia - o, per lo meno la cronologia - deve subire radicali modificazioni".
C'è, dunque, una discrepanza tra la documentazione di un sarcofago ligneo, documentato nel Duomo nel 1348, e quello marmoreo del Beato Gregorio risalente al periodo dell' ampio programma di decorazione in 1486-8. Gli storici locali e lo stesso cartiglio sotto la pala d'altare Madonna con il Bambino e san Clemente I e il Beato Gregorio, che si trovava nella cappella (vedi di seguito), sarebbero in errore.
Il cartiglio recita così: "A beati Gregori Spoletani sub hoc altari sita sunt ossa qui cum in eremo montis Luci ad extrema usque senectutem sanctissimae vixisset angelorum colloquio et miraculis clarus obit anno 1473".
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| Spoleto, Cattedrale di S. Maria Assunta |
Il rilievo sul fronte del sarcofago (foto in alto) raffigura
il Beato Gregorio in preghiera all'esterno
suo eremo con un angelo che gli appare tenendo una pergamena. In esso,
"si vede la foggia dell'abito adottato da questi eremiti, che è una
specie di sacco di lana e non più il "melote" degli antichi anacoreti"
(2).
La lunga iscrizione dice che il servo di Dio ha vissuto una vita celibataria da eremita sul Monteluco, che fu pellegrino e che faceva miracoli, dopo la sua morte.
La lunga iscrizione dice che il servo di Dio ha vissuto una vita celibataria da eremita sul Monteluco, che fu pellegrino e che faceva miracoli, dopo la sua morte.
Dalla catterale al museo
Nella visita della Cattedrale del vescovo Giacinto Lascaris (1712), il sarcofago è ancora descritto al suo posto: «La terza cappella s’intitola del Beato Gregorio. Il di lei altare è formato da una cassa di marmo lavorata con varie figure e fogliami, entro la quale riposa il corpo del beato Gregorio (…) Sopra et in faccia all’altare vi è un quadro in tavola, quale rappresenta le immagini della Beata Vergine col Bambino in braccio, di s. Clemente e del beato Gregorio» (5)".
Il
sarcofago è stato osservato nel 1873 nei pressi della Cappella di Sant'Anna e ciò fa pensare che questo potrebbe essere il sito originale
della cappella. In seguito, finito in un deposito scomparve, ma fu
provvidenzialmente ritrovato a Roma, prima di perdersi per sempre in qualche collezione
privata, forse all'estero, durante un'operazione delle forze
dell'ordine. Dal 1910 ed è nella Sala 5 del Museo Nazionale del
Ducato di Spoleto.
La cappella della Cattedrale (6)
La
cappella fu demolita nel rimodellamento del Duomo del 1785-1792, ma due
elementi della sua decorazione sono ancora presenti all'interno del
Duomo:
- Una pala d'altare della Madonna con il Bambino e san Clemente I e il Beato Gregorio, che ora è sulla parete destra del transetto sinistro del Duomo.
- La cappella ha acquisito una
dedicazione aggiuntiva a San Clemente nel 1522: ciò suggerisce che la
pala è stata dipinta in questo periodo, anche se le considerazioni
stilistiche suggeriscono una data precedente.
- La pala d'altare è in
una cornice ornata che porta le braccia del vescovo Paolo Sanvitale. Il
telaio risale probabilmente al 1597, quando il vescovo Sanvitale
riconosciuto l'autenticità delle reliquie. - L'iscrizione dice che il beato Gregorio morì in compagnia degli angeli in estrema vecchiaia nel 1473 in un eremo sul Monteluco.
- Una pala d'altare (circa 1792) del "Beato Gregorio e angeli" di Pietro Labruzzi, che è nel quarto altare a destra del Duomo, che raffigura il Beato Gregorio come un pellegrino a cui uno degli angeli offre la reliquia del Santo Chiodo.
Questo altare probabilmente indica la posizione della cappella che originariamente ospitava le reliquie del Beato Gregorio.
__________________
(1) Carlo Bandini, Monte Luco, con prefazione di Ugo Ojetti e 14
illustrazioni di M.T. Bendini, p , Claudio Argentieri Editore, Spoleto,
1921.
(2) Così il Fontana in Descrizione della Chiesa metropolitana di Spoleto, riferendolo al Lancilli: Vite dei vescovi di Spoleto, Mss. (in Carlo Bandini, op.cit.)
(2) Così il Fontana in Descrizione della Chiesa metropolitana di Spoleto, riferendolo al Lancilli: Vite dei vescovi di Spoleto, Mss. (in Carlo Bandini, op.cit.)
(2) Cfr. Sala 4, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.
(3) Traduzione,con alune integrazioni, dal sito internet Key of Umbria.





